mercoledì, 06 agosto 2008 | in : summer gone, fuck me i m twee
puoi tornare indietro?



Do you worry about your health

Do you watch it slowly change

And when you listen to yourself, does it feel like somebody else

And did you notice when you began to disappear

Was it slowly at first

Until there was nobody really there

Increment by increment

Increment by increment

Increment by increment



Oh remember me

Yeah remember me

Oh remember me



Yeah remember me

Oh remember me

Will you remember me?



Did half of you pass away

What about the other half

Yeah what about the other half

Whatever!

We're all part of the same old bloody regime

With someone taking it out whilst you were putting it in

Increment by increment

Increment by increment

Increment by increment



Oh remember me

Yeah remember me

Oh remember me



Yeah remember me

Oh remember me

Will you remember me?



Oh remember me

Yeah remember me

Oh remember me



From the here and now to eternity

Will you remember me?
SamCave @ 15:54 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 26 giugno 2008 | in : good times, kill all the sweet bears, fuck me i m twee
il 15 settembre, magari, non tornerà più.

ma sono felice di avere il mio giugno, in cui mi agito abbastanza di mio per non accorgermi di cosa succede intorno.



per quanto la riguarda. il talento si acuisce, ma diventa pericoloso, perchè non è facile capire fino a dove possa spingersi, compiacendo, essendo fluida e calorifero.

per cui raccoglie confidenze, semina passioni e innaffia con sudori estivi.

dice di essere infelice, ma solo per farne una moda. dice di voler andare, ma non decide dove. scrive messaggi chiarissimi, ma a cui da significati più profondi di quelli reali.

non cresce, peggio di me. sta ferma, fissa nei suoi 19 anni, solo con un taglio di capelli più carino.ha una pila di giornali che parlano di boy scout e battles e un disco fisso cerebrale da 2000 giga.spreme la gente buona e venera quelli che valgono poco. parla con gli sconosciuti con estrema sincerità, poi ha paura, perchè crede che non lo siano più. mi dice di essere entusiasta, mentre traccia la sua mappa di collegamenti mentali e fisici, poi si vergogna, chiude il quaderno e corre a lavarsi tre volte al giorno i capelli. poi fa un estratto conto, controlla l'agenda e se è stata riempita abbastanza si sente soddisfatta. mentre cammina e sta zitta, lo so, pensa a eventi prescindibili. poi si gira e mi tira fuori una teoria banale sui salti temporali. io annuisco, ma lei sta già pensando a se stessa che fa le scale al contrario e parla al rovescio. poi ride, poi diventa seria e poi inizia a dire volgarità.



in ogni caso, tra poco torno a casa e lei rimane qui.
SamCave @ 15:15 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 04 aprile 2008 | in : good times, kill all the sweet bears, fuck me i m twee
oggi 04+04=08

ok ok ok.

manco fossi un settlefish.

un numero imprecisato di giorni, mesi e anni, prorogabili, come nei procedimenti

amministrativi.

poi l Autorità garante decide che il procedimento si è concluso, delibera e tutti a casa.

sei sostanzialmente soddisfatto. se non fosse che ora dovrai spiegare a quei simpaticoni

dell avvocatura dello stato che non hai più bisogno di loro.

brutta botta, perchè si tratta - fondalmentalmente - di 5 tizi troppo buoni per fare i privati, con una moglie a cui versare gli alimenti o una macchina troppo grossa che

detestano.

che poi, a dirla tutta, non l hai mica capita questa delibera finale.

si tratta di rimandi a norme che non vengono citate da nessuna parte, di commenti a sentenze che solo per cercare dovresti perderci dei mesi.

sai solo che il contenzioso si è concluso, che hai il tuo bel pezzo di carta bollata, che devi smetterla di cercare il parcheggio in centro il venrdì mattina e pagare 1.50euro all ora, non custodito, la direzione declina ogni responsabilità sul veicolo o sugli oggetti in esso contenuti.

ti sei dimenticato anche del perchè l IVAP se la sia presa con te, anzi, non sei neanche più sicuro che si tratti dell IVAP o dell AGICOM o del VGMA o se non sia stato tu a prendertela con tutto il mondo solo perchè la musica non ti piaceva più.

forse era solo il tuo vicino, a cui dava fastidio un tuo ramo di mimosa che sporgeva sulla sua aiuola e tu hai montato un casino assurdo, a suonare fino alle quattro e mezza del mattino sotto casa dei giudici di Cassazione, che non dormano neanche loro.

per cui adesso, con la tua bella decisione motivata, ex l.247/91, artt 19, 21, 28, torni a casa e fai corridoio camera bagno corridoio camera* e ti fai una bella dormita, magari - se ti svegli durante la notte e ti prende quell ansietta di quando dovevi fare un qualcosa, non l hai fatta e sai benissimo di cosa si tratta, ti ripeti mille volte l alfabeto finchè non riprendi sonno.











*e questa è per te.
SamCave @ 17:53 | commenti (popup) | commenti
martedì, 12 febbraio 2008 | in : die winnie die, you shine
scende la notte.

il teatro degli orrori che, per innumerevoli motivi, ritorna più e più volte.

che quand'ero giovane era tempo di you kill me o di emotional friends vari.





e poi arriva il tempo di viaggi mancati e di conoscenze fortuite, di cose che rovinano per niente e non hai assolutamente il tempo di chiederti perchè.

e arriva il tempo in cui devi scegliere una città per giocare al tuo monopoli, ma cercando di fare il meno male possibile a chiunque. cercando un vico corto dove ospitare la tua migliore amica, ma mettendole le coperte migliori, comprando il parco della vittoria per coltivarci gli alberi più belli, aspettando che il tuo amore passi di là e voglia pranzarci con te. arriva il giorno in cui non capisci dove finisci tu e dove inizia quello che hai temuto di essere, quello di cui hai riso e per cui hai pianto, che ti guardi allo specchio e compare una faccia dai colori sbagliati.

guardi il calendario e devi scegliere quali sono le cose che vuoi mettere nel curriculum per farti assumere nel resto dei tuoi giorni, per iniziare il mestiere di quello che t'aspetta, devi decidere quali sono le foto delle persone importanti da allegare e segnalare quelle che valgono poco e che preferiresti non trovare nella scrivania accanto, perchè ti ruberebbero la cancelleria. e il 31 devi presentare il modulo per il rimborso dei tuoi errori, degli album che hai ascoltato troppo poco e che hai perso, e ci vogliono tremila bolli da importi assurdi, che al tabacchino non hanno. poi arrivi all'ufficio e tutti i tuoi sbagli, quelli di cui ti vergogni, sono troppi, non ti accettano il modulo e te li tieni per i prossimi quarant'anni, a meno che tu non voglia tornare e chiedere che vengano trasformati in racconti divertenti per qualcuno più giovane di te.

arriva quel giorno, di mattina, all'improvviso, che non ti sei ancora svegliato bene. e tutto quello che hai progettato va a puttane, perchè non riesci a essere lucido se la sera prima ti sei sbronzato, per cui scegli di andare a vivere a pabillonis, cancelli il momento in cui tua madre è stata orgogliosa di te, dimentichi di segnare che vuoi con te gli unici amici che valgono davvero, non hai dietro un buon pettine, per cui i tuoi capelli, per il futurò che sarà, faranno sempre schifo.
SamCave @ 12:43 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
giovedì, 31 gennaio 2008 | in : good times, social testing
lo stesso fuoco che scioglie il burro tempra l'acciaio.

(estratto dal VICE dello scorso mese)



ieri sera ho cancellato l'Ipod di un mio amico e sono ancora mortificata. stasera metto due magliette in valigia e domani abbraccio Vale. I Bishops verranno a suonare a Colle. nel momento in cui scrivo Colle, giuro, mi arriva una mail della mia amica di Colle. E lei non ne scrive mai. Ieri sera la mia coinquilina ha detto che le sarebbe spiaciuto troppo se le si fosse rotto il posacenere, stamattina l abbiamo trovato a pezzi vicino al frigo, gentilmente spinto da un lato da un professore gentile. Venerdì ho pensato che mixtape e mistake non hanno un suono poi così diverso. Dimenticherò al 90% di mettere in borsa il liquido per le lenti a contatto. Ieri sera mi hanno fatto sentire uno che pensavo fosse Barry White e mi hanno raccontato una storia sulle Lucky Strike che ho deciso che me la rivenderò. Alle 3.30 in radio. Prima devo comprare le sigarette. Un anno fa ho visto l'arte del sogno. E poi è stato un susseguirsi di compleanni vari. Meglio che la smetta di comprarmi scarpe e vestiti.

SamCave @ 11:32 | commenti (popup) | commenti
domenica, 20 gennaio 2008 | in : die winnie die, you shine

  • Erano le tre. Forse qualcosa di leggermente diverso, ma fondalmentalmente le tre.

  • L omino strano mi chiede di spiegargli della nave. E io vorrei scrivergli tutto sulle corde, sull ancora, sui marinai. Spiegargli dei venti, della mia gamba che i fa camminare strano, dei gabbiani quando sono piccoli.

  • Ma non è possibile. come tante altre volte, in cui avrei voluto non salire su scale mobili o non ricordo più bene cosa, per non ritrovarmi a ridere di discorsi che non esistono in memorie fisiche, ma virtualmente sono così veri, per cui non ci si vergogna a chiamare "amico" un disegno fatto coi fiammiferi verdi e viola.

  • E' domenica e non passa.

  • Niente di nuovo.








SamCave @ 18:53 | commenti (popup) | commenti
domenica, 30 dicembre 2007 | in : good times, robin returns, indiecilli
Panico per le strade di Londra Mi chiedo (a me stesso)

La vita potrebbe mai essere sano di mente?

strade laterali nel Leeds  che scivolano giù

Mi chiedo a me stesso Speranze può salire sul Grasmere

Ma torta di mele, non sei sicuro qui Quindi si esegue giù

Per la sicurezza della città Ma c'è di Panico per le strade di Carlisle

Dublin, Dundee, Humberside Mi chiedo a me stesso



Masterizzare il disco Andare a trovare la benedetta DJ

Perché la musica che costantemente suona

non dice nulla sulla mia vita

Andare a trovare la benedetta DJ

Perché la musica che costantemente giocare



Appendere il DJ, Appendere il DJ, Appendere il dj





Questo per un assassino di LA e RE.

SamCave @ 16:13 | commenti (popup) | commenti

io sono sarda. orgogliosamente sarda. davvero, credetemi o chiedete ai miei amici. io sono una di quelle che vi frantuma i coglioni col suo regionalismo.


comunque.


Pisa, aereoporto, sabato 15 dicembre. Freddo, ma non troppo, prezzo delle bottigliette d'acqua stabile a 1.20euro.


il volo ryanair è stranamente in orario. la signorina, di quelle anglofone e sexy come una mattonata che offre la compagnia irlandese inizia a chiamare, e in italiano, si, lo fa in italiano, i primi che devono salire sull aereo <<prima i passeggeri con check and go, con check-in su internet>>


e là, con la grazia e l individualismo di un gregge di pecore, circa trecento persone si spingono furiose verso l imbarco. vecchie da sandali aperti e calze coprenti color daino, giovani coi jeans strappati e madri di famiglie con tailleur blu scuro sformati e sottogiacca rosa col pizzo.


<<si, si.. l ho comprato su internet..l ho comprato su internet!!!>>


e basterebbe questo per far capire quale fosse il mio imbarazzo, mischiata, a livello d accento, nascita e socializzazione primaria con questi spericolati clienti del web. ma la cosa è peggiorata.


saliamo sull aereo.salgo da dietro. seconda fila. è il primo posto libero. voglio tornare a casa. e questa è la ryanair, si sa che funziona così. mi accoglie un giovane stewart biondissimo, col nome sul cartellino in inglese e la parlata di sovicille. arriva la gente. che si spinge e guarda disperatamente la propria carta d imbarco. quale sarà il posto? dalle casse, come un mantra arriva <<si pregano i passeggeri di occupare il primo posto disponibile, in quanto i posti non sono assegnati>> e questo per cento volte almeno.


dietro di me la fila "d'emergenza". c'è una sola semplicissima regola. se ti siedi là non devi avere sulle ginocchia la borsa o la giacca. nient altro, non viene richiesto un q.i. nella norma, no, nulla di questo. eppure, per trenta minuti, il giovane edward di poggibonsi ha dovuto lottare con ognuno dei presenti per far loro poggiare la borsetta trenta cm sopra la loro testa, sulla cappelliera o, nel caso in cui questa fosse piena, nella successiva.


in effetti, chi non aveva un santo gral da proteggere in quella cazzo di pochette imitazione prada? per cui, ormai stremato, tentava di far capire a un'attempata 40enne che per hobby raddoppia ogni lettera che, no, signora, almeno durante decollo e partenza, non può allattare la sua borsetta in nylon. vedendolo ormai senza forze, biascicare e aspirare in modo poco british le c, mi giro dalla signora e dico <<gliela tengo io la borsa, se mi fa partire, lei mi controlla da dietro, io non gliela tocco, e appena decollati può nuovamente proteggere il feto che probabilmente vi alleva dentro>> sorriso dello stewart. la donna cede. ma solo perchè sono sarda e anche se non sventolo i 4 mori al primo maggio, sente che può fidarsi.


potrebbe essere finita.


potrebbe.


<<..le uscite di sicurezza sono...>>e una donna si alza. una mora tettona con il bordo delle labbra dipinto di bordeaux e il centro rosa perlato. questa bagassa col cellulare coi ciondoli d'oro, questa burricca coi grumi di mascara, ma su cunnu chi ti n dadi criau, immu tin di deppisi pesai?


e fa: << mi scusi..dov'è la toilette?>>


e una volta, dopo commenti più o meno volgari, più o meno gridati, decollati, è stato un via vai continuo di gente al cesso. per un'ora scarsa di volo. per cui mi sono chiesta se non credessero che fosse compreso il sesso ad alta quota nel 0.10 cent del biglietto, compreso il qualcuno che lo facesse con i burdi che entravano nei 30 cm quadrati della ritirata.


raccontare dell'applauso all'atterraggio è scontato, vero?


e, per finire, tutto il viaggio l ho fatto con affianco, la donna che aveva appena scoperto il macdonald, bella pregna di fritto d olio di palma con tanto di bustina di patatine ricordo. dopo circa 20 minuti di volo mi fa << bello..là che l aerio non l avevo mai preso, che sono venuta con un'amica, ma, là, bello, che poi, oiammammia, pensavo che cadeva e invece non cade, cess>> io: <<ah.ah.>>


per finire. presentano i piloti. il pilota si chiama dimitri qualcosa. il copilota dan junkie. io sorrido. io sola.


e ora,vi prego, sorridete con me. per favore.


SamCave @ 23:18 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 10 dicembre 2007 | in : good times, social testing
make up collective

per quando sei a un concerto che fa schifo. piena di gin pessimo. ma con un abitino veramente carino.

per quando dici cazzo e ti rispondono che è fallocratico. per quando diventa impossibile fare acquisti da tezenis e hai qualcuno che capisce. per quella volta che sei tornata prima e ti hanno chiesto di non raccontare nulla. per quando si torna tardi e invece si vuole sapere tutto. per il pranzo della domenica e per roma di notte. per le telefonate quando sono insonne e per i concetti di loro e noi. per la piastra e il mascara. per la politica e le scelte fondamentali. per le canzoni dei trabant a cena e rolling stones in macchina.
SamCave @ 16:24 | commenti (popup) | commenti
martedì, 13 novembre 2007 | in : live and alive, indiecilli
per dare un ordine alle cose, prima di tutto, si dovrebbe conoscerne il numero esatto e le variabili in cui queste si presentano.in caso contrario ci si risveglia con un terribile mal di testa e qualche passaggio aritmetico del tutto sballato.





ieri concerto interpol e blonde redhead.

sabato asubi seksu.

certezza assoluta che i concerti coi grandi numeri non fanno per me.

per cui mi metto sul fondo e osservo con le braccia conserte e non che ne valga propriamente la pena.

specie se hai speso grandi numeri o se i grandi numeri consistono nel più fetido degli uomini che puzza d'ascella che ti poggia il pube sul culo(se va bene)o ti da ripetutamente gomitate sullo zigomo(se va meglio).



ancora di più se ti rendi conto che l hai fatto per persone senza talento e troppi soldi (e vada per i gemellini Pace, ma purtroppo firenze budella ci ha fatto perdere e siamo arrivati a concerto quasi finito), mentre, due giorni prima, dei newyorkesi cazzutissimi ti hanno fatto, a prezzo decisamente minore, un signor concerto, che dopo un'ora di silenzio l unica cosa che riesci a dire è: minchia.





SamCave @ 14:43 | commenti (1)(popup) | commenti (1)