io sono sarda. orgogliosamente sarda. davvero, credetemi o chiedete ai miei amici. io sono una di quelle che vi frantuma i coglioni col suo regionalismo.
comunque.
Pisa, aereoporto, sabato 15 dicembre. Freddo, ma non troppo, prezzo delle bottigliette d'acqua stabile a 1.20euro.
il volo ryanair è stranamente in orario. la signorina, di quelle anglofone e sexy come una mattonata che offre la compagnia irlandese inizia a chiamare, e in italiano, si, lo fa in italiano, i primi che devono salire sull aereo <<prima i passeggeri con check and go, con check-in su internet>>
e là, con la grazia e l individualismo di un gregge di pecore, circa trecento persone si spingono furiose verso l imbarco. vecchie da sandali aperti e calze coprenti color daino, giovani coi jeans strappati e madri di famiglie con tailleur blu scuro sformati e sottogiacca rosa col pizzo.
<<si, si.. l ho comprato su internet..l ho comprato su internet!!!>>
e basterebbe questo per far capire quale fosse il mio imbarazzo, mischiata, a livello d accento, nascita e socializzazione primaria con questi spericolati clienti del web. ma la cosa è peggiorata.
saliamo sull aereo.salgo da dietro. seconda fila. è il primo posto libero. voglio tornare a casa. e questa è la ryanair, si sa che funziona così. mi accoglie un giovane stewart biondissimo, col nome sul cartellino in inglese e la parlata di sovicille. arriva la gente. che si spinge e guarda disperatamente la propria carta d imbarco. quale sarà il posto? dalle casse, come un mantra arriva <<si pregano i passeggeri di occupare il primo posto disponibile, in quanto i posti non sono assegnati>> e questo per cento volte almeno.
dietro di me la fila "d'emergenza". c'è una sola semplicissima regola. se ti siedi là non devi avere sulle ginocchia la borsa o la giacca. nient altro, non viene richiesto un q.i. nella norma, no, nulla di questo. eppure, per trenta minuti, il giovane edward di poggibonsi ha dovuto lottare con ognuno dei presenti per far loro poggiare la borsetta trenta cm sopra la loro testa, sulla cappelliera o, nel caso in cui questa fosse piena, nella successiva.
in effetti, chi non aveva un santo gral da proteggere in quella cazzo di pochette imitazione prada? per cui, ormai stremato, tentava di far capire a un'attempata 40enne che per hobby raddoppia ogni lettera che, no, signora, almeno durante decollo e partenza, non può allattare la sua borsetta in nylon. vedendolo ormai senza forze, biascicare e aspirare in modo poco british le c, mi giro dalla signora e dico <<gliela tengo io la borsa, se mi fa partire, lei mi controlla da dietro, io non gliela tocco, e appena decollati può nuovamente proteggere il feto che probabilmente vi alleva dentro>> sorriso dello stewart. la donna cede. ma solo perchè sono sarda e anche se non sventolo i 4 mori al primo maggio, sente che può fidarsi.
potrebbe essere finita.
potrebbe.
<<..le uscite di sicurezza sono...>>e una donna si alza. una mora tettona con il bordo delle labbra dipinto di bordeaux e il centro rosa perlato. questa bagassa col cellulare coi ciondoli d'oro, questa burricca coi grumi di mascara, ma su cunnu chi ti n dadi criau, immu tin di deppisi pesai?
e fa: << mi scusi..dov'è la toilette?>>
e una volta, dopo commenti più o meno volgari, più o meno gridati, decollati, è stato un via vai continuo di gente al cesso. per un'ora scarsa di volo. per cui mi sono chiesta se non credessero che fosse compreso il sesso ad alta quota nel 0.10 cent del biglietto, compreso il qualcuno che lo facesse con i burdi che entravano nei 30 cm quadrati della ritirata.
raccontare dell'applauso all'atterraggio è scontato, vero?
e, per finire, tutto il viaggio l ho fatto con affianco, la donna che aveva appena scoperto il macdonald, bella pregna di fritto d olio di palma con tanto di bustina di patatine ricordo. dopo circa 20 minuti di volo mi fa << bello..là che l aerio non l avevo mai preso, che sono venuta con un'amica, ma, là, bello, che poi, oiammammia, pensavo che cadeva e invece non cade, cess>> io: <<ah.ah.>>
per finire. presentano i piloti. il pilota si chiama dimitri qualcosa. il copilota dan junkie. io sorrido. io sola.
e ora,vi prego, sorridete con me. per favore.
